Preparazione per l'iscrizione all'albo professionale dei Consulenti del Lavoro

Eurolaurea nell'intento di rivolgersi a chi vuole diventare un professionista, ha strutturato dei corsi di preparazione agli esami di Stato, tenuti da tutor altamente qualificati. Le lezioni sono esclusivamente individuali e sono mirate all'acquisizione di tutte quelle conoscenze e abilità necessarie per il superamento delle prove e per l'iscrizione all'Albo professionale, iscrizione vincolata al superamento dell'esame di Stato.

I corsi sono personalizzati ed individuali, dunque le lezioni possono essere concordate direttamente con il docente e si svolgono in sede. Eurolaurea è attiva dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 21.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00

IL CONSULENTE DEL LAVORO: CHI E'?

Il consulente del lavoro è un professionista che cura il rapporto tra aziende e istituzioni (Inps, Inalil, Agenzia delle Entrate...). E' il principale interlocutore della Direzione provinciale del lavoro e rappresenta gli interessi aziendali nei riguardi degli Ispettori del Lavoro. Cura l'inquadramento contrattuale e agisce come consulente in materia di diritto del lavoro; prepara i cedolini paga ed è un vero e proprio consulente fiscale, societario e di bilancio. Tra le sue attività di mediazione, c'è anche quella dell'intrattenimento dei rapporti con i sindacati. Può patrocinare in commissione tributaria, può redigere perizie e può fornire consulenza in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. L'ente previdenziale dei consulenti del lavoro è l'ENPACL.

COME SI DIVENTA CONSULENTE DEL LAVORO?

E' necessario svolgere un praticantato biennale obbligatorio e successivamente un esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione.

REQUISITI PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO Si possono iscrivere al registro dei praticanti, a partire dal 2007, esclusivamente i possessori di laurea triennale o specialistica conseguita presso le facoltà di Giurisprudenza, Economia e Scienze Politiche.

Per i già praticanti valgono le seguenti norme: Sono ammessi alla pratica coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano in possesso, di uno dei seguenti titoli di studio validi per l’ammissione all’esame di Stato

Diploma di laurea in: Giurisprudenza Economia e Commercio Scienze Politiche Sociologia Scienze Economiche-Marittime Economia Marittima e dei Trasporti Commercio Internazionale e Mercati Valutari Scienza dell’Amministrazione Diplomi post secondario di scuola diretta a fini speciali per consulenti del lavoro e universitario triennale per consulenti del lavoro

Diploma di maturità in: Liceo Classico Liceo Scientifico Liceo Linguistico Istituto Magistrale Istituto d’Arte Istituto Tecnico Femminile Istituto Tecnico per Ragioniere e Perito Commerciale Istituto Tecnico Nautico Istituto Tecnico Aeronautico Perito Agrario Perito Aziendale e corrispondente in lingue estere Perito Industriale Perito per il turismo Istituto Professionale per tecnico della gestione aziendale Istituto Professionale dei servizi turistici Istituto Professionale per tecnico dei servizi della ristorazione Istituto Professionale per tecnico dei servizi sociali Istituto Professionale per tecnico delle attività alberghiere Istituto Professionale per analista contabile Istituto Professionale per operatore commerciale Istituto Professionale per operatore commerciale dei prodotti alimentari; Istituto Professionale per operatore turistico; Istituto Professionale per segretario di amministratore. Rientrano in questa classificazioni anche quei diplomi di scuola superiore che abbiano coinvolto nel percorso dis tudio le materie economiche e giuridiche.

LE PROVE DELL'ESAME DI STATO

L'esame di stato per Consulente del Lavoro, prevede due prove scritte ed una orale. La prova scritta: Verte sullo svolgimento di un tema sul diritto del lavoro e sulla legislazione sociale ed in una prova sul diritto tributario, scelti dalla Commissione. La prova orale: Verte sulla discussione riferibile alle seguenti materie: diritto del lavoro; legislazione sociale; diritto tributario; elementi di diritto privato, pubblico e penale; ragioneria, costo del lavoro e formazione del bilancio.

NORMATIVA SULL'ISCRIZIONE ALL'ALBO E PRATICANTATO

Documento: DECRETO 2 dicembre 1997 (G.U. n. 287 del 10.12.1997) Oggetto: Nuove modalità sulla disciplina dei due anni di praticantato necessario per l’ammissione all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro. Sintesi Redazionale: Il Ministero del Lavoro disciplina con il decreto in esame, il praticantato necessario per l'abilitazione all'esercizio della professione di Consulente del lavoro. La pratica può essere svolta sia presso lo studio di un Consulente, sia presso lo studio di un altro professionista: avvocato, commercialista o ragioniere. Ciascun professionista non può ammettere contemporaneamente nel proprio studio più di due praticanti. Il periodo di pratica non può essere inferiore a due anni e con una frequenza minima di quattro ore giornaliere; può essere sospeso per servizio militare, gravidanza, motivi di salute. In particolare si segnalano: la disciplina delle modalità di svolgimento del praticantato; il trasferimento presso un altro studio e il trasferimento di residenza del praticante e la cancellazionedal registro dei praticanti

ART 1

Registro dei praticanti Presso ogni consiglio provinciale dell’Ordine è tenuto un registro dei praticanti nel quale debbono essere iscritti coloro che, in possesso dei requisiti richiesti, svolgono la pratica professionale per l’ammissione all'esame di abilitazione per l'esercizio della professione di consulente del lavoro. La pratica può essere svolta presso lo studio professionale di un consulente del lavoro iscritto all’Albo da almeno due anni o di altro professionista di cui all'art. 1 della legge 11 gennaio 1979, n. 12, che abbia effettuato la comunicazione di cui al primo comma del citato art. 1 da almeno tre anni. In quest'ultima ipotesi i praticanti, nel numero massimo consentito dall'art. 4, potranno essere ammessi alla pratica esclusivamente presso lo studio per il quale sia stata effettuata la comunicazione, e nel quale venga effettivamente svolta l’attività di cui al primo comma dell'art. 1 della legge n. 12/1979. La domanda d'iscrizione nel registro dei praticanti deve essere presentata, debitamente sottoscritta al consiglio dell’Ordine nella provincia il richiedente ha la residenza e deve essere corredata dai seguenti documenti: certificato di nascita certificato di residenza certificato di cittadinanza di uno Stato membro UE o di uno Stato estero a condizioni di reciprocità originale, copia autenticata o certificazione del titolo di studio richiesto dichiarazione del professionista che attesti l’ammissione alla pratica nel proprio studio e certifichi i requisiti soggettivi di cui al secondo comma del presente articolo, nonché il numero di praticanti presenti nello studio ricevuta di pagamento del contributo una tantum per l’iscrizione al registro e ricevuta attestante l’avvenuto pagamento del contributo annuale nelle misure stabilite dal consiglio provinciale ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 23 novembre 1944, n. 382 la dichiarazione di non svolgere praticantato per altre attività professionali. I certificati di cui ai punti 2, 3, 4, 5 debbono essere in data non anteriore a tre mesi e possono essere sostituiti da dichiarazioni autocertificative, ai sensi e per gli effetti delle norme vigenti.

ART 2

Requisiti per il tirocinio . Fino alla riforma della legge 11 gennaio 1979, n. 12, sono ammessi alla pratica coloro che, intendendo svolgere il tirocinio professionale, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano in possesso, oltre che dei requisiti di cui all’art. 1, di uno dei titoli di studio validi per l’ammissione all’esame di Stato, determinati dall’ultimo decreto interministeriale di cui all’art. 3, ultimo comma, della legge n. 12/1979.

ART 3

Procedura di iscrizione Il consiglio provinciale dell’Ordine delibera in merito alla domanda di iscrizione entro sessanta giorni dalla data di presentazione e l’iscrizione ha effetto dalla data di presentazione della domanda. Il consiglio provinciale provvede a dare comunicazione della delibera assunta al praticante ed al professionista, entro dieci giorni a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Se la pratica si svolge presso lo studio di un professionista residente in un’altra provincia, la comunicazione deve essere effettuata anche al consiglio di detta provincia. Avverso l’operato del consiglio provinciale gli interessati possono proporre ricorso al Consiglio nazionale dell’Ordine, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione relativa al provvedimento notificato o dalla scadenza del termine di sessanta giorni, trascorsi senza che il consiglio provinciale abbia comunicato le proprie decisioni in ordine alle domande proposte. Il consiglio provinciale provvede ad iscrivere il praticante nel registro di cui all’art. 1, che deve contenere: le generalità complete degli iscritti il titolo di studio posseduto la data di inizio del periodo di pratica l’indicazione del professionista presso il quale la pratica viene svolta l’inizio e la fine del periodo di sospensione ed i motivi dell’evento i fatti modificativi delle modalità di svolgimento del tirocinio la data e i motivi della cancellazione dal registro.

ART 4

Limite di ammissione Il professionista, anche associato, non può ammettere contemporaneamente e complessivamente più di due praticanti presso il proprio studio. Il praticantato non può essere svolto contemporaneamente per attività professionali diverse. Il praticantato, gratuito per sua natura e finalità, non esclude la contemporanea esistenza di un rapporto di subordinazione a tempo parziale.