Concorsi e valore legale della laurea
Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi ma senza accennare troppo ad un rischio che è ormai invece quasi realtà: il valore legale della laurea per i concorsi pubblici.
La nuova riforma che attiene al titolo di studio infatti, afferisce anche ai concorsi pubblici per i quali non conterà più il tipo di laurea o il voto conseguito, quanto il dove è stata conseguita la laurea.
La direttiva sul valore legale della laurea, verrà discussa in questi giorni dal Consiglio dei Ministri e sta già facendo discutere tutto il mondo universitario e non solo. Si mira dunque a creare una attenuazione del valore legale della laurea in linea con il discorso delle liberalizzazioni attualmente al vaglio del Governo.
Il concetto è semplice: non servirà più prendere 110 e lode nel proprio corso di laurea per avere più punteggio in un concorso pubblico, servirà piuttosto essersi laureati in un ateneo "x" che abbia un valore stabilito per graduatoria. Valore al prestigio dell'università dunque e non al percorso di studio della persona. Dunque per accedere ad un concorso pubblico non servirà più l'aver conseguito una laurea specifica o un voto alto e va da sè che il discorso sia piuttosto spinoso.
In merito si è esposto anche il comitato studentesco di Link - Coordinamento Universitario Nazionale, che ha di recente dichiarato: "Con l'abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi master e decine di corsi di specializzazione post-laurea".
GIOVEDÌ 26 GENNAIO 2012 - ora: 16.11
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