Domande test ingresso architettura |
Domande test ingresso architettura
Terzo giorno di test d'ingresso terminato. Ora si dovrà aspettare lunedi 8 settembre per il test d'ingresso ad architettura. Vi postiamo oggi le domande del test di ingresso di architettura uscite lo scorso anno, cosi da poter ripassare durante questi ultimi giorni prima del test d'ingresso ad architettura. Iniziamo con le domande di cultura generale del test di ingresso ad architettura e nelle prossime news passeremo alle domande del test d'ingresso per quanto riguarda le altre materie.
Le domande del test d'ingresso ad architettura relative alla cultura generale:
Quale di queste affermazioni non è corretta:
A) L'espressione "Homo homini lupus" si deve a Karl Marx
B) "Utopia" è un'opera di Tommaso Moro (Thomas More)
C) "La città del sole" è un'opera di Tommaso Campanella
D) "Essere e tempo" è un'opera di Martin Heidegger
E) L'espressione "Panta Rei" si deve al filosofo Eraclito
Quale dei seguenti significati è proprio del termine "domotica"?
A) Studio e applicazione delle tecnologie per migliorare la qualità della vita negli ambienti antropizzati
B) Scienza applicata alle tecniche costruttive
C) Scienza applicata che studia macchine, strumenti e ambienti di lavoro per renderli massimamente funzionali
D) Studio delle misurazioni compiute con il domografo
E) Studio della storia della cultura materiale relativa alle abitazioni
Mettere in ordine cronologico di nascita i seguenti musicisti:
1. Wolfgang Amedeus Mozart
2. Johann Sebastian Bach
3. Claudio Monteverdi
4. Ottorino Respighi
5. Giuseppe Verdi
A) 3, 2, 1, 5, 4
B) 2, 1, 3, 5, 4
C) 3, 1, 2, 4, 5
D) 1, 3, 2, 5, 4
E) 2, 3, 1, 4, 5
Averroè, nome deformato dai copisti occidentali di Aven Rushd, vissuto nel XII secolo, era:
A) un filosofo
B) un astrologo
C) uno scienziato
D) un architetto
E) un condottiero
Quale di queste nazioni non è ancora entrata nell'Unione Europea?
A) Croazia
B) Estonia
C) Bulgaria
D) Romania
E) Lettonia
Quale delle seguenti frasi contiene una proposizione implicita?
A) Sono partito all'improvviso senza salutare nessuno
B) Ieri sera mentre passeggiavo con il cane ho incontrato la zia
C) Ero completamente all'oscuro di certi giochi di potere
D) Mi addormentai all'improvviso davanti alla televisione
E) Il fatto che mi hai appena raccontato è davvero inaudito
Quale delle seguenti città non è capoluogo di provincia?
A) Ventimiglia
B) Vibo Valentia
C) Prato
D) Verbania
E) Crotone
Scegliere la risposta che ritenete corretta in base soltanto a ciò che risulta esplicito o implicito nel brano, cioè solo in base a quanto si ricava dal brano e non in base a quanto eventualmente sapete già sull'argomento.
I francobolli italiani
La funzione del francobollo è di affrancare la corrispondenza al fine di inoltrarla al destinatario, attraverso i servizi postali, pubblici o privati. Affinché possa espletare questa funzione è indispensabile che il francobollo rechi l'indicazione dell'autorità che lo ha emesso (indicazione che denota anche l'origine della corrispondenza affrancata) includendo anche una cifra relativa al suo valore facciale. In altre parole, il francobollo è un mezzo di comunicazione grafica latore di due messaggi, l'uno relativo all'autorità emittente, l'altro riguardante il suo costo, che è anche il costo della funzione cui è destinato. Costituito da un piccolo pezzo di carta dai contorni regolari, di formato rettangolare, quadrato o (raramente) triangolare (non interessa qui se il verso ne sia gommato o no, e neppure se i suoi margini siano dentellati o debbano essere singolarmente ritagliati con le forbici) il francobollo reca sulla sua faccia, eseguiti a stampa, i due messaggi che ne costituiscono gli elementi essenziali. In condizioni ideali, da cui fosse esente ogni elemento accessorio, dati costitutivi e funzione dovrebbero identificarsi. Ma tali condizioni vengono meno nella nascita stessa del francobollo, la cui genesi e la cui realizzazione ne comportano necessariamente una serie di scelte grafiche, tecniche e simboliche. Il tipo della stampa, i caratteri delle scritte e delle cifre, l'immagine con cui l'autorità emittente si dichiara, sono tutti dati da cui il bollo postale deriva una precisa posizione storica, ben più complessa di quel che sia implicito nel suo semplice atto di nascita. Ed è una posizione le cui radici assumono valori e legami culturali, divenuti via via più articolati con il diffondersi delle emissioni commemorative (di cui la più antica, dedicata al cinquantesimo anniversario dell'assunzione al trono della regina Vittoria, apparve nel 1887 nel Regno Unito d'Inghilterra) seguite poi da altri tipi, celebrativi di speciali occasioni, di avvenimenti di particolare significato politico, oppure relativi ad aspetti di costume e di arte, della fauna o della flora. Beninteso, non mancheranno certo occasioni in cui il francobollo (come la carta moneta) potrà presentarsi sotto aspetti di estrema concisione, con le indicazioni indispensabili ridotte al minimo; ma anche in casi siffatti (e infrequenti) saranno il tipo della carta, l'anonimità generica dei caratteri di stampa, la rozzezza dell'esecuzione a costituire le precipue componenti di stile e di connotati, denunciando anormali circostanze di crisi sociale o politica, dalle quali è stata preclusa la necessaria gestazione preliminare, la rosa delle scelte e la cura nel realizzarle. Provvisto di connotati così vari e complessi, di una carica semantica talmente ampia e di radici storiche e figurative tanto profonde e articolate, il francobollo può anche venire considerato e giudicato sotto il semplice profilo estetico, alla stregua cioè di un'incisione o di una stampa più o meno d'arte. Una lettura del genere non terrà in alcun conto la sua ricca (e praticamente infinita) serie di allusioni, simboli, riferimenti, né si preoccuperà di rilevare quello che è il suo significato primario: di essere un indicatore assai preciso di situazioni politiche e culturali. Ma un'interpretazione delle opere figurative maggiori, siano esse dipinti o sculture, architetture o incisioni, risulta parziale, quando venga condotta sotto il solo ed esclusivo aspetto formale (senza tenere cioè in alcun conto i connotati iconografici o iconologici, e gli aspetti socio-culturali) risultandone una successione di testi figurativi avulsi dalla realtà storica e legati tra di loro da una astratta rete di rapporti di stile e di evoluzione delle forme; così la lettura del francobollo, se condotta in modo unilaterale sotto l'esclusivo aspetto grafico, rimane sorda e cieca ai suoi connotati più validi e significativi. In realtà, il francobollo è oggi il mezzo figurativo più stringato e concentrato di propaganda, quasi un manifesto murale ridotto ai minimi termini, dal quale il substrato sociale e politico si rivela con estrema chiarezza e pregnanza. Ed è anche il mezzo figurativo di propaganda più capillarmente diffuso, sia nei diversi strati della società, cioè a livello locale, sia, in senso orizzontale, per i suoi destinatari situati in un sistema terminale che ignora distanze e frontiere.
Il valore facciale è:
A) il prezzo di acquisto del francobollo
B) il costo del trasporto
C) il prezzo convenzionale unico
D) il costo effettivo del servizio postale
E) il costo di produzione del francobollo
La lettura del francobollo sotto l'aspetto estetico: (vedi domanda n.10)
A) costituisce una lettura parziale
B) serve per stabilirne l'origine
C) ignora il valore simbolico
D) è completamente fuorviante
E) ne mette in risalto il valore funzionale
La "posizione storica" del francobollo indica: (vedi domanda n.10)
A) i suoi elementi figurativi e culturali
B) il territorio per cui è valido
C) la durata della sua validità
D) l'ente emittente
E) l'anno di emissione
Un francobollo di aspetto rozzo e con indicazioni estremamente concise indica:
(A) una crisi sociale o politica
B) la provenienza dal terzo mondo
C) la sua rarità
D) il suo minor pregio
E) la sua antichità
Una emissione speciale:
A) è fatta per scopi commemorativi o celebrativi
B) ha validità limitata
C) vale solo per certi territori
D) ha finalità filateliche
E) serve per corrispondenze particolari
Scegliere la risposta che ritenete corretta in base soltanto a ciò che risulta esplicito o implicito nel brano, cioè solo in base a quanto si ricava dal brano e non in base a quanto eventualmente sapete già sull'argomento.
La realtà del Caravaggio
Della fondamentale motivazione stilistica della luce del Caravaggio si è largamente parlato, e se ne sono cercate le fonti nella cultura lombarda dove in parte si trovano; ma l'insorgenza del luminismo caravaggesco risulterebbe inspiegabile senza lo stimolo e l'urgenza di comunicare un contenuto simbolico. Intendo simbolico in senso intenzionale, programmatico. Da questo intento simbolico può essere infine considerata distinta ma comunicante la componente espressiva ed "emozionale": tutto ciò che il luminismo caravaggesco dice ed esprime anche al di là delle più immediate intenzioni. Non hanno dunque un messaggio univoco ma un coacervo di messaggi, nel quale certo hanno la loro parte gli stessi connotati psichici dell'intensità religiosa ed umana di Caravaggio, della sua passionalità, come e soprattutto, in stretta connessione di trauma, l'eco delle inquinanti novità del pensiero post-copernicano in una nuova immaginazione esistenziale e cosmica. Finchè al centro anche topografico dell'universo restavano la terra e l'uomo, era naturale relazionare questo mondo-ombelico ad un Dio-testa che lo osservava dall'alto. Quando i mondi e i centri diventano plurimi e sfuggenti, o solo si insinua il sospetto che lo siano, anche il luogo di Dio fluttua nell'universo, e se Dio un luogo ha, non può essere che dentro di noi e dentro alle cose. Non è certo un caso che il Caravaggio, al chiaro e ordinato disegno dello spazio rinascimentale che ha un centro e un perimetro, e che è misurabile attraverso la prospettiva, sostituisca fondali ciechi, uno spazio d'ombra insondabile, dove la luce, bucando, crea uno o più centri irrelati ad un qualsiasi perimetro o ad una distinta periferia («Iddio è spera intelligente, il cui centro è in ogni loco, la circumferentia in nessuno», secondo la proposizione ermetica e neo platonica che Bruno rilanciò con più drastico significato). Né par dubbio che l'angoscia e il disorientamento siano i connotati espressivi delle grandi ombre divoranti, delle luci consunte nelle opere estreme: le vicende umane lo confermano. Ma se tutto ciò esiste nell'opera di Caravaggio a livello globalmente espressivo, sarei cauto nel riconoscere questi stessi ingredienti nella ricetta simbolica, in quello che ritengo sia cioè il significato programmatico del luminismo caravaggesco. Non credo infatti che la sua luce-ombra voglia alludere al Dio e all'universo bruniani; tanto meno ci può soccorrere, in questo senso, la dottrina della luce del Patrizi, che forse è più estranea di quella bruniana (con cui ha tuttavia in comune la componente neo- platonica ed ermetica) al pathos espressivo di Caravaggio, e neanch'essa potrà interessare il livello simbolico delle sue intenzioni rappresentative. E' solo, la dottrina del Patrizi, un documento dell'importanza e dell'attenzione che si votava alla luce nella speculazione neo-platonica del tempo. Tanto vale, allora, rifarci ancora ai neo-platonici Dialoghi d'Amore dove si attribuisce alla luce una decisa preminenza anche formale ed estetica nell'analisi della bellezza, contestando le classiche proporzioni. Risalendo tuttavia all'indietro, la tesi neo-platonica della luce come "sostanza", essenza delle cose corporee e «corpo incorporeo» rimanda alla matrice agostiniana, che è quella, credo, realmente operante in presa diretta sull'immaginazione luministica del Caravaggio. In sant'Agostino, la valutazione della luce come sostanza è inestricabilmente connessa alla luce come metafora e al suo significato morale di estrazione gnostica: la luce è attributo di Dio e come tale è anche principio di bene, oltre che "lume" ovvero guida, illuminazione: assunto centrale nel pensiero di Agostino è l'assoluta dipendenza dell'intelletto umano da Dio in quanto luce di verità. Per san Tommaso, vanto della mente umana sarà il «lume naturale», che rende capace l'uomo di conoscere, ben distinto dal lumen gloriae e dal lumen gratiae: premessa questa, in qualche modo, del razionalismo umanistico. Invece per sant'Agostino la conoscenza è pura «visione di Dio», perpetua illuminazione: questa posizione era evidentemente più consona al clima dogmatico della Controriforma. La luce della conoscenza e la luce della grazia sono tutt'uno, dono che scendedall'alto. Se allora un significato simbolico nella luce di Caravaggio sussiste, questo va ricercato in qualcosa di più basico ed elementarmente religioso, nella vecchia simbologia gnostica (ma anche alchemica, secondo il modello del Genesi) del male come tenebra, e nella sua contrapposizione al bene, come la morte si contrappone alla vita. Nella pittura del Caravaggio, la luce:
A) ha due significati distinti ma correlati
B) è una eredità delle tecniche pittoriche precedenti
C) serve solo a creare uno sfondo
D) ha solo un significato simbolico
E) ha solo un significato stilistico
La visione del Caravaggio è influenzata da:
A) la nuova cosmologia copernicana
B) le idee estetiche del razionalismo
C) la filosofia della tarda scolastica
D) la concezione tolemaica del mondo
E) fattori esclusivamente tecnici
Nella teoria di sant'Agostino la luce:
A) è principio della conoscenza e della grazia
B) deriva dalla creazione del sole
C) non ha alcun significato mistico
D) è solo un fenomeno naturale
E) è simbolo del lumen naturale
I fondali del Caravaggio
A) creano uno spazio d'ombra
B) rivelano una certa fretta compositiva
C) mettono in rilievo i primi piani
D) sono ricchi di molteplici colori
E) stabiliscono una razionale prospettiva
Nel luminismo caravaggesco il contrasto luce/ombra:
A) riflette l'antitesi bene/male
B) serve a creare l'illusione della profondità
C) è sempre molto sfumato
D) ha una funzione puramente tecnica
E) serve a definire meglio le figure
Il beffardo mago Atlante ha rinchiuso in un castello fatato Angelica, l'intelligente principessa cinese. Angelica è confinata in una stanza con cinque porte contrassegnate UNO, DUE, TRE, QUATTRO, CINQUE davanti a ciascuna delle quali sta un aiutante di Atlante, con il contrassegno della porta ricamato sul cappello. Lei sa che quattro di essi mentono sempre e uno sempre dice la verità. Dietro alle porte dei mentitori c'è un disgustoso e vorace drago, ma dietro alla porta dell'aiutante che dice la verità c'è il corridoio che porta fuori dal castello. Angelica rivolge alcune domande agli aiutanti del mago, ricevendo queste informazioni:
UNO
TRE
QUATTRO
Da quale porta deve uscire Angelica?
A) CINQUE
B) UNO
C) QUATTRO
D) TRE
E) DUE
A) Per ogni chiave, o esiste una porta che non è quella della cantina che non viene aperta da quella chiave, oppure quella chiave apre la porta della cantina
B) Esiste una chiave che apre tutte le porte di casa, compresa quella della cantina
C) Esiste una chiave che non apre nessuna porta, se non quella della cantina
D) Nessuna chiave apre tutte le porte
E) Per ogni chiave, esiste una porta che non è quella della cantina che viene aperta da quella chiave
Nonno Ubaldo dice che quando era giovane ha traversato l'oceano Atlantico a nuoto e che riusciva
a battere in velocità le balene.
Secondo me questa è una bugia.
Si dica cosa si può correttamente dedurre dalla convinzione di Telesforo.
A) Se Nonno Ubaldo riusciva a battere in velocità le balene allora non ha traversato l'oceano Atlantico a nuoto
B) A Nonno Ubaldo non piacciono le balene
C) Nonno Ubaldo ha traversato l'oceano Atlantico a nuoto ma non riusciva a battere in velocità le balene
D) Nonno Ubaldo non ha traversato l'oceano Atlantico a nuoto ma riusciva comunque a battere in velocità le balene
E) Nonno Ubaldo non ha traversato l'oceano Atlantico a nuoto e non riusciva a battere in velocità le balene
Abbiamo 60 contenitori uguali di forma cubica disposti in modo da formare un parallelepipedo le cui dimensioni misurano 5x4x3. Alla fine dell'inverno scopriamo che si sono rovinati i contenitori che avevano almeno una faccia verso l'esterno o sul fondo del parallelepipedo.
Quanti sono i contenitori rimasti integri?
A) 6
B) 30
C) 24
D) 12
E) nessuno
Indicare quale numero prosegue la sequenza:
7, 20, 46, 98, 202, 410, ...
A) 826
B) 820
C) 612
D) 814
E) 938
Delnumero intero n sappiamo che è compreso tra 2 e 6 (precisamente 2 _n _6) e che rende vera una e una sola delle seguenti affermazioni:
n
n
n
n
Qual è il valore di n?
A) 3
B) 6
C) 5
D) 4
E) 2
Nell'harem del sultano Alì Babà i 4/5 delle odalische hanno i capelli neri ed i 3/4 hanno gli occhi neri. Si può concludere che:
A) almeno 11/20 delle odalische hanno sia capelli che occhi neri
B) 3/5 delle odalische hanno sia capelli che occhi neri
C) al più 11/20 delle odalische hanno sia capelli che occhi neri
D) 4/5 delle odalische hanno sia capelli che occhi neri
E) 3/4 delle odalische hanno sia capelli che occhi neri
A) 10
B) 6
C) 64
D) 36
E) 24
Ho a disposizione tanti cubi quanti ne voglio e dipingo ogni loro faccia con i colori rosso o verde. Quanti cubi diversi posso ottenere? è un divisore proprio di 6 è divisibile per 2 è divisibile per 6 è divisibile per 4 Nel diario del giovane Telesforo è scritto: C'è una casa con almeno due porte; si consideri l'affermazione: Esiste una chiave che apre tutte le porte di casa, ma non la porta della cantina. Indicare quale tra le seguenti frasi costituisce la negazione dell'affermazione riportata sopra. dice che TRE dice il vero dice che UNO o DUE dicono il vero dice che TRE, QUATTRO e CINQUE mentono
VENERDÌ 5 SETTEMBRE 2008 - ora: 14.34 Clicca qui per conoscere le ultime offerte di Eurolaurea
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