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E' morto Luigi Comencini

E' morto Luigi Comencini

Muore all’età di 90 anni uno dei padri della commedia all’italiana e di quello che la critica del cinema definisce neorealismo rosa.
Riconosciuto come “il regista dei bambini”, Comencini inizia la sua avventura nel 1946 con "Bambini in città" . Continuerà poi il suo percorso di vicinanza con il mondo dell’infanzia attraverso "Proibito rubare" (1948), "La finestra sul Luna Park" (1957), "Incompreso" (1967), lo straordinario "Le avventure di Pinocchio" (1972) con protagonista un altrettanto straordinario Nino Manfredi, "Voltati Eugenio" (1980), il "Cuore" per la tv del 1986 e il remake di "Marcellino Pane e Vino" del 1991.
Eppure di sé Comencini non dice di amare in modo ossessivo i bambini. Il motivo che lo porta a sottolineare e a rappresentare questo aspetto della vita, è la sua preponderante attenzione per il mondo degli sconfitti, degli indifesi, dei deboli. E chi, meglio dei bambini racchiude l’idea di fragilità e bisogno di cura essenziale?
La carriera del regista lombardo è comunque complessa e non si può di certo riassumere nel considerarlo un “portavoce” dell’infanzia. Va ben oltre. Coglie innanzitutto l’eredità del neorealismo, addolcendolo e riproponendolo in chiave ironica. Tra i titoli come non ricordare "Pane amore e fantasia" (1953). Propone sottili commedie, come "Tutti a casa" (1960), "La donna della domenica" (1975). Ed è proprio con "Tutti a casa" che raggiunge il momento più alto della sua carriera personale.
”Io non sono un artista ma un buon artigiano e non è detto che il mio cinema non raggiunga per questo l'artisticità del risultato.” Diceva. In fondo “un'opera d'arte non si realizza con le idee, ma con le mani.” Parola di Picasso. E di Luigi Comencini.

VENERDÌ 6 APRILE 2007 - ora: 18.58

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