Equipollenza si o equipollenza no?
Approvato il decreto ministeriale che vuole il riconoscimento di due anni di bonus ai laureati in scienze motorie in procinto d’iscriversi al corso di laurea in fisioterapia.
Le critiche sono ovviamente dietro l’angolo. Il discorso equipollenza ha infatti da sempre creato e aperto scenari di polemica non indifferenti, sul grido del “mercanteggiamento” dei crediti formativi e sul livellamento verso il basso della formazione professionale. Questo decreto invece prova a difendersi, con l’obiettivo di riqualificare i percorsi universitari. Per “abbonare” i due anni di corso, si legge nel testo di legge, devono comunque esserci garanzie di rendimento. Innanzitutto bisogna dimostrare di aver ottenuto i crediti formativi necessari, deve esserci la piena disponibilità a frequentare i tirocini necessari all’acquisizione delle specifiche professionali, e iniziare un percorso di studio “annuale”. I tirocini saranno gestiti e strutturati dal governo stesso. Tutto questo sembra un po’ poco rispetto all’attenzione che andrebbe invece dedicata a professioni di così delicata fattezza. Che professionalità può raggiungere uno studente con un corso “annuale”? La professione di fisioterapista già oggi, grazie alle equipollenze, è esercitata abusivamente. Cosa si aspetta, si chiedono i comitati di fisioterapisti, ad abrogare questa norma? “Il rischio è di continuare ad avallare l’assenza di formazione e professionalità nel mondo della sanità tanto bistrattata. A buon ragione.”
GIOVEDÌ 26 APRILE 2007 - ora: 17.42
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