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Esame di stato: Medicina

Esame di stato: Medicina

Una rivolta in piena regola rischia di scoppiare per l’esame di stato abilitativo di medicina: circa 2000 futuri medici rischiano infatti di non poter esercitare la professione per un banale quanto clamoroso errore burocratico. A differenza di quanto avveniva in passato infatti, da quest’anno il bando per l’accesso alle Specializzazioni prevede, come requisito indispensabile, l’abilitazione alla professione di medico chirurgo. Il problema si è verificato dal momento che l’esame di stato per l’abilitazione sia stato fissato il 18 luglio, quindici giorni dopo l’inizio del concorso relativo alle Scuole di Specializzazione, la cui prova scritta sarà il 3 luglio. Prima delle riforme, era consentito iscriversi una volta laureati, alle specializzazioni, a condizione che poi si passasse l’esame di Stato entro la prima sessione utile. Oggi invece lo studente che si laurea dopo la sessione di ottobre potendo sostenere solo il test di abilitazione a luglio, deve attendere più di un anno per poter proseguire gli studi. E’ stata già presentata un’interrogazione al ministro dell’Università Fabio Mussi, per rivedere le norme dell’esame di stato e l’abilitazione relativa, mentre in tutte le sedi universitarie si ricorre a petizioni e a rettori e presidi. Si prevedono manifestazioni presso la sede del Miur e ricorsi al Tar di massa per un esame di stato che appare sempre più imbrigliato nella burocrazia. L’esame di stato deve poter garantire accessi equi e immediati, non tagliare le gambe a migliaia di studenti universitari. Si richiede in sostanza la revisione delle norme che regolano l’esame di stato per medicina e di permettere agli studenti di poter seguire l’iter professionale già di per sé molto lungo.

LUNEDÌ 21 MAGGIO 2007 - ora: 18.33

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