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Il latino a scuola: croce e delizia

Il latino a scuola: croce e delizia

Tra i primati negativi che ha l'Italia in fatto di scuola ( debiti formativi, abbandono scolastico etc ), ne spunta fuori uno certamente positivo: il nostro Paese stabilisce il record a livelo mondiale per lo studio del latino. Infatti ben il 41% degli studenti italiani, studia il latino a scuola. Solo la Grecia si avvicina, restando però ad una percentuale fissata al 25%. Il resto è di poco conto. C'è da dire però che nel resto dei Paesi, come Germania, Francia, GranBretagna e Stati Uniti, il latino è una materia opzionale dagli anni '70, mentre da noi è ancora obbligatoria per molti corsi di studio. Questo tuttavia il dato positivo: in Italia la metà degli studenti studia il latino. Per ogni situazione però esiste il rovescio della medaglia e soprattutto un Paese come il nostro, non si esime da tale regola. Sarà vero che molti studiano il latino ma è altrettanto vero che di questa percentuale, il 39% si trascina proprio in questa materia il cosidetto debito formativo. Il dato emerge da una ricerca illustrata all'università Luiss di Roma, alla presenza degli ex ministri dell'istruzione, De Mauro e Berlinguer. I ragazzi in Italia seguono per molti corsi di studio (i licei in particolar modo) le lezioni di latino ma è stato appurato che è proprio in questa materia che vengono altresi registrati i maggiori debiti formativi da recuperare. Segno che si, il latino per l'Italia è ancora importante, ma per i ragazzi difficile è la sua "assimilazione". Cosa fare dunque? La domanda che ci si pone è se, considerate le alte percentuali di debiti formativi, il latino debba anche da noi, come nel resto del mondo, diventare materia opzionale o meno. La ricerca ha l'obiettivo di aprire un dibattito in merito... vedremo chi la spunterà.

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2008 - ora: 15.52

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