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L'OCSE sulla scuola italiana

L'OCSE sulla scuola italiana

L'Organizzazione che riunisce i 35 Paesi più sviluppati al mondo fornisce nella sua indagine dati quantitativi, non analizza quindi il livello degli studenti o le materie di studio. Ma il responso è netto: troppo pochi i fondi pubblici stanziati per l'istruzione, troppo bassi gli stipendi degli insegnanti rispetto alla media dei paesi più sviluppati del mondo. L'Italia è quasi fanalino di coda: è penultima nella quota di Pil dedicata al settore, con il 4,5% di spesa contro il 6,2% della media Ocse. In Italia inoltre gli scolari tra i 7 e i 14 anni passano a scuola circa 8.200 ore, contro una media dei Paesi Ocse di 6.777. Il ministro dell'Istruzione Gelmini commenta così i dati dell'Ocse. "I risultati dell'indagine Ocse confermano le nostre valutazioni sul sistema scolastico e la necessità di proseguire sulla strada delle riforme. La ricerca dimostra che la qualità dell'istruzione non è affatto legata al numero di ore passate tra i banchi. Secondo l'Ocse - dice la Gelmini - infatti l'Italia raggiunge il record di ore di lezione ma il rendimento scolastico degli studenti resta basso." Le associazioni studentesche non apprezzano affatto l'interpretazione che il ministro Gelmini ha dato dell'indagine Ocse: "I dati Ocse sono molto chiari: per uscire dalla crisi bisogna investire sull'istruzione, concetto che ribadiamo da anni e che oggi trova delle conferme in dati concreti che non possono essere ribaltati dalla Gelmini, nonostante ovviamente ci stia provando."



 

MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE 2010 - ora: 19.24

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