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Le domande del test ingresso a Medicina

Le domande del test ingresso a Medicina

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Domani inizieranno i test d'ingresso alle facoltà a numero chiuso e si parte con quello di medicina e chirurgia. In questa news e in quelle a venire, inseriremo le domande dei test d'ingresso a medicina e chirurgia uscite negli scorsi anni. Le domande dei test d'ingresso passati possono essere un valido aiuto per tutti coloro che sono ancora impegnati nel ripasso dei programmi. Cercate, leggendo le domande dei test d'ingresso passati, di darvi un orientamento su come saà la prova e sui temi maggiormente presi in considerazione dalle commissioni. Vi lasciamo ora alla lettura delle domande del test d'ingresso di Medicina e Chirurgia dell'anno 2004/05.

Ecco le prime domande del test di ingresso:

PROVA DI AMMISSIONE AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA E CHIRURGIA

Anno Accademico 2004/2005

Test di Logica e Cultura Generale

Sul Corriere della sera di qualche giorno fa c'era la notizia che su Internet grandi motori di ricerca

metteranno a nostra disposizione milioni di libri e ci si domandava se questo avrebbe comportato la

scomparsa delle biblioteche a cui siamo abituati da secoli. [...] Ma il vero grande pericolo di questa

trasformazione mi sembra un altro: [...] Chi farà la scelta? Quali criteri seguirà nel prendere e nello scartare?

Alcune previsioni è facile farle. La storia è sempre stata scritta da chi ha il dominio politico, culturale e

tecnologico. Egli ha imposto la sua lingua e la sua visione del mondo. [...] Oggi chi deciderà cosa è

importante leggere e che cosa non lo è? Coloro che dominano la cultura mondiale con la loro potenza e con

la loro lingua: gli anglosassoni. [...] Questo e non altro è il pericolo. La perdita di tutto ciò che è diverso,

deviante, non capito, non visto, rifiutato. Perciò io dico ai governi, agli studiosi di tutti i paesi del mondo: per

favore, salvate il nostro passato. [...] Lottate per inserire nella grande biblioteca tutto ciò che potete del

vostro patrimonio nazionale, nella lingua originale. Tutto, non solo quello che vi pare buono e quello che vi pare cattivo ora. Perché saranno gli storici, gli studiosi, gli uomini del futuro a decidere cosa era o non era importante. La Chiesa cattolica medioevale non avrebbe messo il Corano tra i libri da salvare e oggi gli integralisti islamici non vi metterebbero la Divina Commedia. [ ... ]

Francesco Alberoni, Pubblico e privato, Corriere della sera, 26/4/2004

Individuate, tra i titoli proposti, il solo che si adatta pienamente all'articolo citato.

A) Salvate l'italiano (e altre lingue) nella superbiblioteca

B) Rifiutiamo di piegarci all'uso diffuso della lingua inglese

C) Un nuovo motore di ricerca: la cultura universale senza esclusioni di sorta

D) Presto su Internet uno specchio fedele ed esauriente di tutta la storia dell'uomo

E) Con Internet, non più censura culturale

Individuate, tra le considerazioni sotto elencate, LA SOLA RIGOROSAMENTE DEDOTTA dal testo

citato di Alberoni:

A) gli Italiani, come altri, dovrebbero battersi per salvare il proprio patrimonio culturale e la propria

lingua

B) è naturale che su Internet non tutte le testimonianze del passato vengano conservate, e a ciò bisogna rassegnarsi e adeguarsi

C) la scomparsa delle biblioteche tradizionali può e deve essere contrastata in tutti i modi

D) nella biblioteca di Internet, l'unico problema del lettore è quello di scegliere quale leggere tra milioni di test

E) il Corano e la Divina Commedia sono opere a forte rischio di scomparsa

Le enunciazioni di principio qui riportate sono tutte alla base del discorso di Alberoni, ECCETTO

UNA. Individuatela:

A) sbaglia chi si ostina a conservare il maggior numero possibile di opere: in ogni cultura ci sono cose che meritano di essere dimenticate per sempre

B) sono sempre stati i vincitori, i detentori del potere a scrivere la storia

C) l'uso di nuovi mezzi di comunicazione comporta, come ogni novità, dei rischi di cui è bene tener

conto

D) la difesa della propria lingua non è un atto di superbia nazionalistica, ma un dovere nei confronti dei posteri

E) in ogni cultura ci possono essere elementi preziosi, e non sempre i migliori giudici in merito sono i contemporanei

Dislessico. Che non vuol dire più indietro degli altri. È intelligente come gli altri, anzi spesso è più intuitivo e creativo della media. Ha soltanto bisogno di tempo, e di una diversa organizzazione dell'apprendimento per arrivare dove arrivano gli altri, e a volte anche più in là. Tra i dislessici presunti, in fondo, figurano personaggi del calibro di Einstein o Thomas Edison. [ ... ]
"La distribuzione dell'intelligenza è uguale al resto della popolazione anche se ci si stupisce ancora di trovare delle supermenti tra chi soffre di questo problema"


 


 spiega Giacomo Stella, docente di psicopatologia dell'apprendimento all'Università di Urbino [


... ]. La dislessia non è un problema psichico come si è creduto per molto tempo [ ... ], è un disturbo

dell'apprendimento di natura neurobiologica e come tale va trattato. [ ... ] Si stima che dal 3 al 5% della popolazione in Italia ne sia affetto, e che almeno la metà non lo sappia [ ... ].

S. Gandolfi, Tra genio e normalità: ecco che cosa ci insegna la dislessia, Sette-Corriere della sera,

22/4/04

Tra le osservazioni sotto riportate, espunte, con qualche modifica, dall'articolo citato di Sara Gandolfi,

UNA è stata indebitamente inserita ed È IN CONTRADDIZIONE CON LE TESI sostenute nel

discorso. Individuatela:

A) la dislessia significa molto spesso genio nascosto, come inequivocabilmente dimostra l'esempio diEinstein

B) è scientificamente errata la convinzione che il bambino dislessico non impari perché è inibito

C) in una classe di 25 bambini è probabile che in media uno sia dislessico

D) la dislessia non è, come si è creduto a lungo, un problema psichico

E) non sempre e non tutti i dislessici sono consapevoli del disturbo da cui sono affetti

Alcune parole, sottolineate nell'articolo citato, sono spiegate in nota. Individuate la definizione

ERRATA RISPETTO AL SIGNIFICATO che il termine ha assunto nel contesto:

A) affetto: sentimento, stato d'animo

B) presunti: ritenuti tali per congettura

C) psicopatologia: studio e classificazione delle malattie della psiche

D) neurobiologica: che attiene alla sfera della scienza neurobiologica

E) apprendimento: acquisizione di una o più cognizioni

È famoso come poeta dialettale piemontese, ma di professione faceva il medico. Edoardo Ignazio Calvo nacque a Torino il 13 ottobre 1773, nella casa dove suo padre visitava i pazienti. Per il figlio desiderava un futuro simile. Le insistenze paterne furono tali che si iscrisse alla facoltà di Medicina e si laureò con una tesi in latino sullo scorbuto. Sebbene avesse affrontato quegli studi controvoglia, alla professione si dedicò con intelligenza e capacità; proprio mentre curava i malati di tifo nell'antica sede dell'ospedale San Giovanni Battista, contrasse anche lui l'infezione, morendone esattamente due secoli fa.

Nonostante [ ... ] l'intensa attività letteraria (scrisse favole esopiche e satire politiche) trovò anche il tempo di scrivere un interessante lavoro scientifico a proposito di piante e animali velenosi, in cui si schierava contro le false credenze da Plinio in poi, e faceva una rassegna rapida delle testimonianze attendibili sui veleni presenti in natura.

Anna Buoncristiani, Il poeta che sperimentò il vaccino antivaiolo, Tutto Scienze-La Stampa,

28/4/2004

Quale delle seguenti illazioni È ERRATA in sé, o in quanto in contraddizione con le notizie fornite dal

testo citato?

A) E. I. Calvo, costretto dal padre, ha seguito una strada in cui non ha potuto mettere a frutto le proprie

doti

B) L'epoca in cui visse Calvo fu segnata dalla cultura illuminista

C) L'opera scientifica di Calvo è critica nei confronti della tradizione, conformemente ai principi

illuministici

D) E. I. Calvo morì a 31 anni di tifo

E) Nelle facoltà scientifiche tardo-settecentesche era ancora in uso la lingua latina

 


 


 


 

MARTEDÌ 2 SETTEMBRE 2008 - ora: 15.39

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