Esami Univeristari

Nuove classi di Laurea (4)

Nuove classi di Laurea (4)

Dal sito www.miur.it riportiamo integralmente il documento emanato dal ministro Mussi

3. Correggere le tendenze negative

3.1 Nei D.M. in corso di emanazione sono già contenute importanti correzioni relativamente ad alcune tendenze negative che si sono registrate nella prima applicazione della riforma. Per evitare la proliferazione di corsi senza adeguata copertura degli insegnamenti si stabilisce che almeno 90 crediti devono corrispondere a professori di ruolo. Per evitare la parcellizzazione dell’offerta si pone un limite al numero degli esami. Per evitare il mancato riconoscimento degli esami nel passaggio da un ateneo all’altro viene assicurato agli studenti almeno il 50% dei crediti maturati.
Queste e altre innovazioni sono ottenute tramite l’introduzione di nuove norme. Tuttavia le soglie numeriche sopra richiamate sono convenzionali e trovano giustificazione – come i cosiddetti “requisiti minimi” - solo come rimedio transitorio, in vista di una nuova dinamica fondata sull’accreditamento dell’offerta formativa e sulla valutazione dei risultati. La messa a regime di un simile sistema richiede un periodo che si intende ridurre a un arco non superiore a tre anni, al termine del quale sarà possibile sostituire con un diverso strumento le complesse tabelle allegate al decreto che descrivono in modo dettagliato i settori disciplinari caratterizzanti le diverse classi di laurea. L’autonomia didattica, accompagnata da un principio di responsabilità, e sollecitata dalle procedure di autovalutazione e di valutazione esterna, costituisce il vero fondamento per l’innovazione continua del sistema. Essa favorisce una diversificazione dell’offerta formativa, e può garantire piena legittimità alle attività interdisciplinari, base spesso necessaria per gli sviluppi più promettenti della conoscenza.
3.2 Obiettivi generali per gli Atenei sul piano della correzione e del ribaltamento delle attuali tendenze negative sono:
a) la riduzione del numero dei corsi di studio, per assicurare il contributo di un numero maggiore di docenti, una migliore qualità in generale e una effettiva stabilità nel tempo dei percorsi. Una maggiore flessibilità dei curricoli, che possono sviluppare diversamente alcune componenti di ogni percorso formativo, è strumento utile a garantire che l’offerta formativa rimanga ampia e variata.
b) l’effettiva collaborazione con il mondo del lavoro e delle professioni nella progettazione dei percorsi formativi e se necessario o opportuno nella messa in opera di parti del percorso medesimo

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c) una migliore e più concreta definizione degli obiettivi formativi di ciascun corso di studio, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti concordati in sede europea
d) la coerenza dei progetti formativi rispetto agli indirizzi generali individuati per il primo e il secondo livello, in modo da evitare la ripetizione delle stesse attività formative
e) l’attribuzione di impegno didattico ai docenti di ruolo, nella misura complessiva prevista dalle norme, in modo tale da garantire il loro contributo ai corsi di studio in misura superiore a quella minima fissata dal D.M.
f) l’introduzione di forme organizzative della didattica più compatte e coordinate, anche attraverso soluzioni che prevedano la cooperazione di più docenti (con una unica prova finale) a moduli con elevato numero di CFU
g) il riconoscimento delle conoscenze, delle competenze e abilità professionali o di esperienze di formazione pregressa solo in termini rigorosamente individuali e attraverso puntuali procedure di accertamento e certificazione, entro i limiti fissati dal D.M.
h) la sperimentazione di metodi didattici più avanzati, sulla base di una riflessione teorica e della diffusione delle migliori pratiche, che sarà oggetto di uno specifico Osservatorio presso il Ministero.
Mobilità e altre azioni di miglioramento
4. Per favorire una effettiva mobilità degli studenti, e per generalizzare altre azioni di miglioramento del sistema, gli obiettivi da perseguire sono:
a) l’adozione di modalità di riconoscimento dei crediti nei passaggi fra corsi di studio in misura normalmente superiore al minimo stabilito dal D.M., in particolare quando si tratti di CFU pertinenti ai medesimi settori disciplinari
b) l’adozione di sistemi di accertamento dei requisiti per l’iscrizione ai corsi di studio di secondo livello basati sul principio della definizione individuale degli eventuali deficit di conoscenze di base necessarie, e della indicazione personalizzata delle modalità per recuperarli nel caso l’iscrizione sia ritenuta possibile. Occorre evitare che l’ammissione sia di fatto riservata solo a chi proviene da uno specifica classe di laurea o corso di laurea, definendo con chiarezza le conoscenze e competenze richieste.
c) l’adozione di modalità manageriali nell’organizzazione didattica
d) l’estensione delle reti dell’orientamento, in forte connessione – per quanto concerne il primo livello – con il sistema scolastico
e) l’adozione di azioni specifiche per ridurre gli abbandoni, in particolare nei primi semestri dei corsi di studio di primo livello
f) l’uso della rete a supporto della didattica, sul piano dell’informazione e del tutoraggio continuo e personalizzato
g) l’adozioni di azioni specifiche per migliorare i livelli di internazionalizzazione dei percorsi formativi, anche attraverso l’inserimento strutturale dei periodi di studio all’estero nei corsi di studio e in generale per migliorare l’attrattività dei percorsi, anche con l’offerta di stages
h) la valorizzazione dei successi e delle buone pratiche

MERCOLEDÌ 11 APRILE 2007 - ora: 15.54

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