Risultati test ingresso architettura: domande |
Risultati test ingresso architettura: domande
Non hai superato il test d'ingresso? Manda una mail a test.ingresso@eurolaurea.it ed eurolaurea ti metterà in contatto con il proprio ufficio legale per presentare il ricorso al TAR ad un prezzo minimo. Risultati test ingresso architettura 2008 Ecco a voi i risultati del test di ingresso ad architettura 2008. Iniziamo con il postare le domande relative alla cultura generale.
Ci auguriamo che i risultati del test di ingresso ad architettura 2008 rispecchino le vostre aspettative e che vi siano utili per confrontare le vostre risposte con quelle corrette.
Iniziamo dalle domande di cultura generale.
Ecco i risultati del test di ingresso ad architettura 2008.
Domande cultura generale.
A) uno strumento musicale
B) una conifera
C) un insetto
D) una danza allegra
E) uno strumento da falegnameria
A) Alexander Fleming
B) Edward Jenner
C) Louis Pasteur
D) Albert Sabin
E) Pierre Curie
A) il Ministro della Giustizia
B) il Ministro delle Poste e Telecomunicazioni
C) il Ministro dei Rapporti con il Parlamento
D) il Ministro degli Affari Esteri
E) il Ministro dell'Interno
A) il re d'Inghilterra
B) il cardinale più anziano del sinodo
C) il patriarca di Edimburgo
D) il papa
E) l'arcivescovo di Canterbury
A) Mozambico
B) Uganda
C) Kenya
D) Indonesia
E) Brasile
A) una figura retorica
B) una pietra di origine vulcanica
C) un processo chimico controllato
D) un composto chimico ossigenato
E) un esplosivo a base di carbone
A) lavorare con zelo eccessivo
B) lavorare alla catena di montaggio
C) lavorare durante uno sciopero
D) scioperare per i diritti del popolo
E) scioperare a singhiozzo
A) 2 - d; 4 - c; 1 - e; 5 - b; 3 - a
B) 3 - a; 1 - e; 5 - b; 2 - c; 4 - d
C) 4 - c; 2 - a; 1 - e; 3 - d; 5 - b
D) 5 - d; 1 - e; 2 - a; 3 - c; 4 - b
E) 1 - c; 3 - a; 5 - e; 2 - b; 4 - d
A) Mi hai svegliato alle cinque del mattino mentre ero ancora a letto.
B) Il titolo di laurea si consegue dopo almeno tre anni di studi.
C) Oggi starò con te per tutto il tempo che vorrai.
D) Visiterò Parigi con i miei e ti riferirò le mie impressioni.
E) Prima ascolta, dopo parlerai.
L'era industriale si caratterizzava come un mondo di forza bruta, corpi e sudore; un'epoca in cui l'uomo pensava e costruiva macchine gigantesche per scoprire, estrarre e trasformare la materia, e farne bei materiali; un'epoca in cui i risultati dell'attività umana venivano misurati in altezza, peso e densità, nella convinzione che "grande" fosse anche "bello". Nell'era industriale, l'uomo ha colato cemento su ogni spazio disponibile della crosta terrestre, per creare un gigantesco pavimento fra se stesso e il mondo naturale; ha tracciato autostrade nei grandi spazi; ha costruito fino all'altezza delle nuvole e oltre la linea dell'orizzonte, trasformando intere aree naturali in proprietà lottizzate. L'odore pungente della combustione dei materiali fossili, le nubi degli scarichi industriali che oscurano il cielo e il suono inarrestabile delle macchine che sibilano, martellano e ronzano incessantemente sono i simboli del gigantesco esperimento faustiano con cui l'uomo ha creduto di poter trasformare il mondo a propria immagine e somiglianza. Egli ha poi ricostruito un simulacro di natura attraverso la giustapposizione di minuscoli frammenti di proprietà privata, trasformando ogni individuo in un dio minore, padre e padrone del proprio Eden in formato tascabile, stipato all'inverosimile di totem e simulacri della creazione primigenia. In un'era di proprietà e di mercati intrisi di valori materiali, essere onnipresenti era ciò che rendeva l'uomo simile a Dio; ed essere in grado di espandere la propria presenza fisica, impadronendosi quanto più possibile dell'esistenza materiale, era ciò a cui tutti tendevano. Si trattava davvero, come cantava Madonna, di un "mondo materiale". La nuova era, al contrario, è più immateriale e cerebrale; è un mondo di forme platoniche, di idee, immagini, archetipi, concetti e finzioni. Se l'individuo, nell'epoca industriale, si preoccupava di possedere la materia per manipolarla, il rappresentante tipico della prima generazione dell'era dell'accesso è assai più interessato alla manipolazione delle menti. Nell'epoca dell'accesso e delle reti, in cui le idee sono il fondamento dei commerci, essere onnisciente è ciò che rende l'uomo simile a Dio; ed essere universalmente connesso, in modo da poter dare forma alla stessa coscienza umana, è quello che muove l'attività economica in ogni settore. L'uomo si nutre di idee e di pensiero come di pane e di vino. Se l'era industriale ha nutrito il nostro essere corporeo, l'era dell'accesso alimenta il nostro essere mentale, emotivo e spirituale. Mentre l'era che sta volgendo al termine si caratterizzava per il controllo dello scambio di beni, la nuova era si caratterizza per il controllo dello scambio di concetti. Nel ventunesimo secolo, le imprese saranno sempre più coinvolte nello scambio di idee e, a loro volta, gli individui saranno sempre più propensi ad acquistare l'accesso a tali idee ed all'involucro materiale in cui saranno contenute. La capacità di controllare e vendere pensiero diventerà la forma più sofisticata di abilità commerciale. I bilanci sociali raccontano la storia. La proprietà di beni materiali sta diventando meno importante e contribuisce sempre meno alla creazione di valore; la proprietà intellettuale, invece, è la nuova ricchezza. Nella nuova era, la mente domina la materia. Prodotti più leggeri, miniaturizzazione, contrazione degli spazi di lavoro, scorte just-in-time, leasing e outsourcing sono le prove della svalutazione di una visione materiale del mondo che ha posto l'accento sulla fisicità. Questo, però, non deve creare l'illusione che egoismo, avidità e sfruttamento stiano per scomparire: anzi, l'età dell'accesso rischia più che mai di nascere sotto il segno dello sfruttamento. Nel mondo di oggi, controllare le idee dà più potere del controllo sullo spazio e sul capitale fisico: la disponibilità della comunità finanziaria ad investire nel capitale intellettuale nella sua forma più pura, a colpi di centinaia di miliardi di dollari, testimonia il cambiamento delle priorità del sistema capitalistico, la cui identità troppo a lungo è stata vincolata al capitale fisico.
A) ha soltanto cambiato le sue priorità
B) ha ridotto il proprio controllo sulla società
C) è ancora vincolato al capitale fisico
D) si è dissolto nella globalizzazione
E) potrà rimuovere avidità e sfruttamento
A) un piccolo spazio privato, artificiosamente naturale
B) un rifugio dallo stress della vita cittadina
C) un parco naturale lontano dalle grandi città
D) un frammento della proprietà pubblica
E) un luogo dove abbondano le merci
A) è un aforisma che caratterizza l'era industriale
B) è un paradigma estetico della new economy
C) è un giudizio condiviso da tutte le epoche
D) rispecchia la mentalità dell'era dell'accesso
E) è tipica di una mentalità ingenua o infantile
A) si fonda sulla proprietà intellettuale
B) nasce dal controllo delle merci
C) è strettamente legata all'industria
D) dipende sempre dalla buona fortuna
E) è basata sul possesso dei beni materiali
A) voluto dominare la natura trasformando il mondo
B) intrapreso grandi opere per il bene della comunità
C) cercato di ottenere successo e potere ad ogni costo
D) stretto patti infernali per oltrepassare i limiti naturali
E) cercato di trarre piacere da esperienze sempre nuove
Abbiamo ancora presente alla memoria quell'unità dell'ambiente e dello spirito che vigeva ai tempi del cavallo e del landò. Sentiamo che la nostra epoca l'ha perduta, che la morbosità del nostro caotico ambiente attuale, la sua bruttezza spesso pietosa e il suo disordine sono nati dalla nostra incapacità a porre le fondamentali esigenze umane al di sopra di quelle industriali ed economiche. Sopraffatti dai miracolosi poteri della macchina, i desideri umani hanno naturalmente interferito col ciclo biologico della socialità umana, che è la salute stessa della comunità. Ai più bassi livelli sociali, l'essere umano è stato degradato, perché è stato usato come un utensile produttivo. È questa la causa reale della lotta tra capitale e lavoro e del deteriorarsi delle relazioni comunitarie. Dobbiamo oggi fronteggiare il difficile compito di riequilibrare la vita della comunità e di rendere umano l'impulso della macchina. Comincia ad essere chiaro ai nostri occhi che le componenti sociali hanno un peso maggiore di tutti i relativi problemi tecnici, economici ed estetici. La chiave per ricostruire con successo il nostro ambiente - che è il grande compito dell'architetto - sarà la nostra determinazione a fare dell'elemento umano il fattore predominante. Tuttavia, malgrado lo sforzo di alcuni pochi tra noi, è evidente che non abbiamo ancora trovato il vincolo spirituale che ci unisca nello sforzo concertato di stabilire un denominatore culturale stabile almeno quanto basti a sopire i nostri timori e ad assurgere a un livello espressivo comune. Gli artisti tra noi devono essere ormai impazienti di giungere a questa sintesi, che renderebbe unitario quanto ancor oggi è infelicemente disintegrato e sconnesso. Non può negarsi che l'arte e l'architettura erano divenute fini a se stesse, sul puro piano estetico, perchè avevano perduto il contatto con la comunità e col popolo durante la rivoluzione industriale. Gli ornamenti esterni di un edificio erano disegnati principalmente per emulare e superare quelli dell'edificio vicino, anziché per evolversi come tipo ed essere continuativamente ed unitariamente usati entro un'organica struttura comunitaria. Il rilievo dato alla diversità anziché alla ricerca di un denominatore comune, ha caratterizzato l'ultima generazione di architetti, che paventavano l'influenza antiumana della macchina. La teoria dell'architettura moderna riconosce la priorità delle esigenze sociali e umane e accetta la macchina come il moderno vincolo formale per soddisfare appunto queste esigenze. Se ci guardiamo indietro scopriamo nel passato un fatto curioso: veniva realizzata una combinazione di ambedue gli elementi, un denominatore comune di espressione formale e di verità individuale. Il desiderio di produrre una forma tipica soddisfacente sembra essere una funzione della società, e ciò è stato vero assai prima dell'impulso dato dall'industrializzazione. Il termine "standard" in quanto tale non ha nulla a che vedere con i mezzi di produzione - l'utensile manuale o la macchina. Le nostre future case non saranno necessariamente uguali, irreggimentate, a causa della standardizzazione e della prefabbricazione: la naturale concorrenza sul libero mercato s'incaricherà di assicurare la varietà differenziata delle parti componenti gli edifici, allo stesso modo in cui oggi rinveniamo sul mercato una ricca varietà di tipi di oggetti fatti a macchina, di uso quotidiano. Gli uomini non hanno esitato ad accettare forme standard, forme "tipo", largamente riprodotte, nei periodi anteriori alla civiltà industriale. Queste forme unitarie derivavano dai loro mezzi di produzione e dalla loro maniera di vivere. Rappresentavano una combinazione dei migliori contributi che molti individui avevano portato alla soluzione di un problema. Le forme architettoniche tipo del passato esprimono un felice connubio di tecnica e di fantasia, anzi una completa fusione di ambedue. Dovrebbe essere resuscitato quello spirito - ma niente affatto le sue determinate forme espressive - col nostro nuovo mezzo di produzione, la macchina.
A) dalla prevalenza di istanze economiche e industriali su quelle umane
B) da un malinteso senso della monumentalità
C) dalla lotta fra capitale e lavoro
D) dal contrasto fra l'ambiente ed il ciclo biologico della socialità umana
E) da un'infausta contingenza economica e industriale
A) nella ricerca della diversità ad ogni costo
B) nella passiva imitazione degli ornamenti del passato
C) nell'eccessiva standardizzazione
D) nell'arretratezza tecnologica
E) nella mancanza di funzionalità
A) condividere un riferimento culturale comune
B) riaffermare l'autonomia degli artisti
C) migliorare una educazione puramente artistica
D) accettare la macchina come vincolo formale
E) lasciare libertà ai singoli
17. Per combattere il degrado dell'ambiente occorre: (vedi testo domanda 15)
16. Il difetto dell'architettura consiste: (vedi testo domanda 15)
Il carattere caotico del nostro ambiente deriva:
L'architetto nella società industriale
14. L'era industriale è chiamata faustiana perché in essa, come Faust, gli uomini hanno: (vedi testo domanda 10)
13. Nell'era dell'accesso la ricchezza: (vedi testo domanda 10)
12. L'equivalenza: "grande" uguale "bello" (vedi testo domanda 10)
11. Un paradiso in formato tascabile è: (vedi testo domanda 10)
Con la new economy il sistema capitalistico:
10. La rivoluzione della new economy
Quale delle seguenti frasi contiene un complemento di luogo?
Dei seguenti romanzi del '900 associare autore e titolo.
1. Robert Musil
2. Franz Kafka
3. Jean-Paul Sartre
4. Henry Miller
5. Günter Grass
a. La nausea
b. Il tamburo di latta
c. Tropico del cancro
d. Il processo
e. I turbamenti del giovane Törless
9.
Lo stachanovismo, termine derivato dal nome del minatore A.G. Stachanov, vissuto nella prima metà del XX secolo, significa:
L'ossimoro è:
Quale tra questi Stati non è attraversato dalla linea ideale dell'equatore?
Il capo della chiesa anglicana è:
Nel governo italiano il termine "guardasigilli" identifica:
La penicillina è stata scoperta da:
Il cembalo è:
MARTEDÌ 9 SETTEMBRE 2008 - ora: 14.03
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