Versione di greco della maturità
La seconda prova per il liceo classico è la versione di greco. Metteremo online una serie di news in cui potrete trovare le traduzioni delle versioni di greco più papabili per l'esame di maturità. Inizieremo con Erodoto e "Le storie". La versione di greco ultima uscita al liceo classico era di Plutarco, difficilmente crediamo, uscirà di nuovo. Dunque proviamo con Erodoto. Le traduzioni che metteremo online sono sicure e revisionate... Dunque, cercate di studiarle bene e di prepararvi al meglio per la seconda prova della maturità. E' vero, le versioni di greco non sono di facile approccio, ma proprio per questo cerchiamo di rendervi le cose più semplici con le nostre previsioni. Va da sè che ogni previsione sulla versione di greco resta pur sempre tale, cioè una semplice previsione... quello che conta alla maturità è arrivare con un bagaglio di conoscenza sufficientemente adeguato. Buona lettura dunque... di seguito la traduzione della versione di greco Erodoto da La Storie, Libro 1 paragrafi 1-5
Versione di greco
Erodoto Le storie
Libro I par 1-5
I dotti persiani affermano che i responsabili della rivalità furono i Fenici. Costoro giunsero in queste nostre acque provenienti dal mare detto Eritreo; insediatisi nella regione che abitano tuttoggi, subito, con lunghi viaggi di navigazione, presero a fare commercio in vari paesi di prodotti egiziani ed assiri, e si spinsero fino ad Argo. A quell'epoca Argo era da ogni punto di vista la città più importante fra quante sorgevano nel territorio oggi chiamato Grecia. I Fenici arrivarono ad Argo e vi misero in vendita le loro mercanzie. Quattro o cinque giorni dopo il loro arrivo, ormai quasi esaurite le merci, scesero sulla riva del mare diverse donne, tra le quali si trovava la figlia del re Inaco: si chiamava Io, anche i Greci concordano su questo punto. Secondo i dotti persiani, mentre le donne si trattenevano accanto alla poppa della nave, per acquistare i prodotti che più desideravano, i marinai si incoraggiarono a vicenda e si avventarono su di loro: molte riuscirono a fuggire, ma non Io, che fu catturata insieme con altre; risaliti sulle navi, i Fenici si allontanarono, facendo rotta verso l'Egitto. [2] Secondo i Persiani Io giunse in Egitto così e non come narrano i Greci; e questo episodio avrebbe segnato l'inizio dei misfatti. In seguito alcuni Greci (essi non sono in grado di precisarne la provenienza), spintisi fino a Tiro, in Fenicia, vi rapirono la figlia del re, Europa; è possibile che costoro fossero di Creta. E fino a qui la situazione era in perfetta parità, ma poi i Greci si resero responsabili di una seconda colpa: navigarono con una lunga nave fino ad Ea e alle rive del fiume Fasi, nella Colchide, e là, compiuta la missione per cui erano venuti, rapirono Medea, la figlia del re dei Colchi; questi mandò in Grecia un araldo a reclamare la restituzione della figlia e a chiedere giustizia del rapimento, ma i Greci risposero che i barbari non avevano dato soddisfazione del ratto dell'argiva Io e che quindi per parte loro avrebbero fatto altrettanto. [3] Narrano che nella generazione successiva Alessandro, figlio di Priamo, a conoscenza di quei fatti, volle procurarsi moglie in Grecia per mezzo di un rapimento; era assolutamente convinto che non ne avrebbe mai dovuto rendere conto ai Greci perché questi in precedenza non lo avevano fatto nei confronti dei barbari. E così, quando ebbe rapito Elena, i Greci decisero per prima cosa di inviare messaggeri a chiedere la sua restituzione e a pretendere giustizia del rapimento; di fronte a tale istanza i barbari rinfacciarono loro il ratto di Medea: non era accettabile che proprio i Greci, rei di non avere pagato il proprio delitto e di non avere provveduto a nessuna restituzione malgrado le richieste, pretendessero ora di ottenere giustizia dagli altri. [4] Comunque, fino a quel momento, fra Greci e barbari non c'era stato altro che una serie di reciproci rapimenti; a partire da allora invece i maggiori colpevoli sarebbero diventati i Greci: essi infatti cominciarono a inviare eserciti in Asia prima che i Persiani in Europa. Ora, i barbari ritengono che rapire donne sia azione da delinquenti, ma che preoccuparsi di vendicare delitti del genere sia pensiero da dissennati: l'unico atteggiamento degno di un saggio è non tenere il minimo conto di donne rapite, perché è evidente che non le si potrebbe rapire se non fossero consenzienti. Secondo i Persiani gli abitanti dell'Asia non si curano minimamente delle donne rapite; i Greci invece per una sola donna di Sparta radunarono un grande esercito, si spinsero fino in Asia e abbatterono la potenza di Priamo; da allora e per sempre i Persiani avrebbero guardato con ostilità a tutto ciò che è greco. In effetti essi considerano loro proprietà l'Asia e le genti barbare che vi abitano e ben separate, a sé stanti, l'Europa e il mondo greco. [5] Insomma i Persiani descrivono così la dinamica degli eventi: fanno risalire alla distruzione di Ilio l'origine dell'odio che nutrono per i Greci. Però, a proposito di Io, i Fenici non concordano con i Persiani; secondo la loro versione essi condussero sì Io in Egitto, ma non dopo averla rapita, bensì perché lei ancora in Argo aveva avuto una relazione con il timoniere della nave; accortasi di essere rimasta incinta, per la vergogna aveva preferito partire con i Fenici, per non doverlo confessare ai propri genitori. Ecco dunque le versioni dei Persiani e dei Fenici; quanto a me, riguardo a tali fatti, non mi azzardo a dire che sono avvenuti in un modo o in un altro; io so invece chi fu il primo a rendersi responsabile di ingiustizie nei confronti dei Greci e quando avrò chiarito di costui procederò nel racconto. Verrò a parlare di varie città, ma senza distinguere fra grandi e piccole: il fatto è che alcune erano importanti nell'antichità e poi, in gran parte, sono decadute, altre, notevoli ai miei tempi, prima invece erano insignificanti; io, ben consapevole che la condizione umana non è mai stabile e immutabile, le ricorderò senza fare distinzioni.
MERCOLEDÌ 11 GIUGNO 2008 - ora: 14.08
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