Versione Greco Anabasi Senofonte |
Versione Greco Anabasi Senofonte
In questa news è presente un altro frammento della versione di greco di Senofonte tratto dall'Anabasi. Il capitolo che stiamo trattando è il numero otto.
La versione di greco di Senofonte dell'Anabasi che è postata di seguito, va dal paragrafo 11 al 18.
Versione di greco Senofonte Anabasi Capitolo 8 Paragrafo 11-18
[11] Le parole pronunciate da Ciro però, quando aveva convocato i Greci e li aveva esortati a resistere dinnanzi alle grida di battaglia dei barbari, si rivelarono false: non con urla infatti, ma in silenzio, nei limiti del possibile, i nemici avanzavano calmi, a ranghi compatti e lentamente. [12] Nel frangente Ciro in persona, mentre passava accanto ai suoi insieme a Pigrete l'interprete e ad altri tre o quattro, gridò a Clearco di puntare con il suo esercito contro il cuore delle truppe nemiche, perché lì sarebbe stato il re: «Se vinciamo al centro», disse, «per noi è fatta». [13] Clearco osservava il nerbo centrale dell'esercito nemico e sentiva Ciro dire che il re era al di là dell'ala sinistra greca - il re infatti prevaleva per numero d'uomini al punto che, pur tenendo il centro dei propri effettivi, rimaneva al di là della sinistra di Ciro. Comunque Clearco non volle staccare l'ala destra dal fiume, per paura di un accerchiamento dai lati, perciò a Ciro rispose che ci pensava lui a preparare tutto per bene. [14] Nel frattempo l'esercito barbarico avanzava in linea, mentre il contingente greco si teneva ancora nello stesso punto, ingrossato man mano dalle truppe che ancora sopraggiungevano. E Ciro, passando davanti all'esercito a una certa distanza, scrutava entrambi i fronti, volgendo lo sguardo ora verso i nemici ora verso i suoi. [15] Dal contingente greco lo vide Senofonte l'ateniese, che gli si fece incontro e gli chiese se avesse qualche ordine da comunicargli. Ciro si fermò e gli disse, invitandolo a riferirlo a tutti, che gli auspici risultavano favorevoli, come pure le viscere delle vittime. [16] Quindi udì un brusio attraversare le file e chiese che cosa fosse quel vociare. Senofonte rispose che era la parola d'ordine, che passava per la seconda volta. Ciro, meravigliato, domandò chi l'avesse impartita e quale fosse questa parola d'ordine. E Senofonte di rimando: «Zeus salvatore e Vittoria». [17] Ciro ribatté: «Ben venga e così sia». Poi raggiunse la propria posizione. Non più di tre o quattro stadi separavano i due schieramenti, quando i Greci intonarono il peanae cominciarono a muovere incontro ai nemici. [18] Mentre avanzavano, una parte della falange uscì di linea, per cui chi era rimasto indietro iniziò a correre. E tutti insieme lanciarono il grido che levano in onore di Enialio, mentre ormai tutti correvano. Alcuni, si racconta, fecero rimbombare gli scudi, percotendoli con le lance, per atterrire i cavalli.
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