Università regione Campania --> Università degli Studi di NAPOLI "Federico II" Intorno al 1224, il re Federico II di Svevia, sovrano anche della Sicilia, stabilì che la città campana dovesse essere la sede dello Studium generale. A quest’Istituto furono impartiti dei compiti ben determinati e cioè di formare il personale sia burocratico che amministrativo, quindi i giuristi che avrebbero poi aiutato il re nell’ordinamento statale e nel far eseguire le leggi. La caratteristica innovativa fu che l’istituto mantenne sempre la sua autonomia dal potere pontificio, questo grazie all’influsso angioino. Oltre al diritto venivano insegnate la medicina ed arti liberali. Con l’avvento degli Aragonesi, nella persona di Alfonso il Magnanimo, l’Ateneo incontrò le prime difficoltà in quanto vennero preferite altre tematiche. Dopo vari impedimenti lo Studio aprì nel 1507 presso il Convento di S. Domenico Maggiore, fino al secolo seguente, per poi essere trasferito nel Museo Archeologico Nazionale la cui costruzione terminò nel 1616. Nel frattempo si affermano accademie collegi ecclesistici, scuole private. Con la nuova dinastia dei Borbone, l’Università si rinnova ulteriormente passando, nel 1777, ad una nuova sede, il Convento del Salvatore, che era un antico Collegio dei Gesuiti che erano stati cacciati dal Regno proprio intorno a quegli anni. Verso la fine dell’Ottocento e inizi del Novecento l’Università di Napoli vide crescere il proprio prestigio dal punto di vista scientifico. Subì un incendio nel 1943 a causa degli attacchi tedeschi. Ma nella seconda metà del Novecento, l’Ateneo può vantare di essere la seconda in Europa, dopo l’Università di Roma, in quanto a dimensioni. http://www.unina.it |